Che cosa succede quando un’azienda leader nel settore della produzione di cioccolato, la ICAM s.p.a., decide di avvalersi dell’esperienza in Uganda della Fondazione Spe Salvi dell’Università Cattolica per aprire un nuovo canale di approvvigionamento diretto per coprire il crescente fabbisogno interno di materia prima?

Nasce qualcosa di grande. La Fondazione Spe Salvi collabora con un’Università in Uganda e ha numerosi contatti sul territorio, nel 2010 in occasione dell’inaugurazione del nuovo Dipartimento della Facoltà di Scienze Sanitarie, una delegazione della Fondazione inizia a verificarne la fattibilità e in poco tempo nasce un progetto per la produzione ed esportazione di cacao di alta qualità che arriva alla costituzione di una nuova società la Icam Chocolate Uganda Ltd.

Giusto per capire l’evoluzione in così breve tempo vi cito qualche dato:
Affitto di un terreno di 3 acri, costruzione magazzino e ufficio di 200 mq., realizzazione di 5 aree di fermentazione, creazione di 10 aree di essiccazione, assunzione di 27 dipendenti in pianta stabile, 3800 piccoli agricoltori hanno venduto cacao fresco ad Icam (1558 di essi si sono organizzati in 44 gruppi e stanno vendendo il proprio cacao in maniera continuativa) ed infine pure il coinvolgimento di studenti della Uganda Martyrs University nelle attività di formazione degli agricoltori, ma non è finita qui, il progetto è solo all’inizio del suo sviluppo.

Se volete saperne di più sul progetto trovate tutte le informazioni sul sito della Fondazione Spe Salvi.

Un caro amico che segue il progetto mi ha mandato da vedere il trailer che presenta il progetto. Guardando scorrere le immagini subito salta all’occhio una freschezza e un allegria semplice e sincera. Mi son detta: ma come sono felici queste persone che hanno così poco, vuoi dire che basta un po’ di cacao?

Sicuramente non è il solo fattore, ma sta di fatto che effettivamente esistono proprietà benefiche dei Semi di Cacao, leggi il prossimo post: Lunga vita felice nei semi di cacao.

Qualche notizia sulla pianta di cacao e sui suoi frutti.

Il nome scientifico della pianta del cacao è Theobroma cacao, appartiene alla famiglia delle Sterculiacee, fu Cristoforo Colombo ad importare dall’America la pianta del cacao perché più che dalle proprietà alimentari della pianta, fu colpito dal valore che gli indigeni davano al cacao, essi lo utilizzavano come una vera e propria moneta.
L’albero del cacao è in grado di dare due raccolti all’anno e raggiunge il suo completo sviluppo nel giro di dieci anni; una piantagione di cacao produce frutti per circa 30 anni. La pianta del cacao è un sempreverde che predilige i climi equatoriali, è perenne e può raggiungere fino a dieci metri d’altezza, produce fiori bianchi con sfumature rosa da cui si sviluppano poi i frutti che all’inizio, prima di scurirsi, richiamano la forma del cedro, sono chiamati cabosse e  possono misurare fino a 30 centimetri di lunghezza e pesare dai due etti al chilo. All’interno di ogni frutto vi sono semi grandi come fave, racchiusi in una mucillagine bianca, è da quei semi che deriva il cacao ed è dalla loro fermentazione che parte il processo attraverso il quale si arriva al burro di cacao, elemento base per la produzione del cioccolato.


Per ottenere il cacao i semi vengono sottoposti a una serie di operazioni:
- fermentazione: da 2 a 10 giorni in vasche o fosse scavate nel terreno, dove si sviluppa l’aroma e il colore caratteristico
- essiccazione: operazione facoltativa effettuata al sole o in “armadi” di essiccamento per conferire al prodotto un colore più vivo e un sapore meno astringente
- torrefazione: a 120 – 140 °C per tostare le fave di cacao e facilitare le operazioni di spremitura e macinazione
- spremitura: estrazione di parte del grasso (burro di cacao). Da questa fase si ottengono anche panelli di polvere di cacao.

compleblog un po’ in sordina

Posted: 29th gennaio 2012 by graciete in BLOG, blogger, GRA-NOTES, noi

tutto ebbe inizio il

9 gennaio 2008

 

 nascita - 1 anno     tappa 50.000

2 anni - 3 anni

Quante cose sono accadute in questi quattro anni, ho pure cambiato la piattaforma del blog a causa della chiusura di splinder e questo mi ha fatto perdere un po' di lettori/visitatori ma spero nel tempo di riacquistarne altri.

L'uso di facebook mi ha fatto perdere una marea di commenti, gli amici per comodità commentano in FB è più immediato e veloce, confesso che un po' mi dispiace che i commenti non vengano fatti sul blog.

Ho aperto, non uno bensì altri due blog, ma non è finita qui ...  degli amici mi han chiesto aiuto per aprire un blog per la loro associazione, un altro amico mi ha chiesto di aprire una pagina in Facebook per far conoscere San Riccardo Pampuri, e c'è pure chi pensa che sono in grado di insegnare ad altri quel che ho appreso da autodidatta, ma forse è solo una scusa per venirmi a trovare nella vita reale ;-)))

Sant’Alberico

Posted: 27th gennaio 2012 by graciete in ordini religiosi, SANTI

http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_academies/cult-martyrum/img/011.ht1.jpg

Alberico, Roberto e Stefano; a questi tre monaci, vissuti tra la fine del XI e l’inizio del XII, si deve la fondazione del monastero di Citeaux in Borgogna, da cui prese il nome l’Ordine Cistercense (da Cistercium, nome latino di Citeux). Li lega l’amore a Dio attraverso l’obbedienza alla Regola benedettina. Nel 1075, Roberto fonda a Molesme un monastero dove, in assoluta povertà, i monaci pregano e lavorano per il Signore. Con lui c’è Alberico e, a pochi anni dalla fondazione, Stefano, di origine inglese. Purtroppo il fervore degli inizi, anche per via di lasciti e donazioni, viene meno, trasformandosi in indisciplina. Per questo motivo Roberto, Alberico e Stefano, insieme a 21 monaci, lasciano Molesme per Citeaux. Ma i monaci di Molesme, si rivolgono a papa Urbano II per riavere il loro abate. E Roberto obbedisce, ritorna e ristabilisce uno stile di vita secondo la Regola benedettina. Al suo posto subentra a capo della comunità benedettina Alberico, il quale, devotissimo della Madonna, la elegge patrona del monastero. Proprio in seguito a una visione di Maria cambia l’abito dei religiosi da nero a bianco. Alla sua morte gli succede Stefano, il grande riformatore e organizzatore dell’Ordine cistercense. È lui che accoglie nel 1112 san Bernardo. Ed è lui che redige la Carta della carità dove viene istituito il Capitolo generale, chiamato anche Parlamentum. È la prima assemblea sovranazionale europea. A Citeaux nasce l’Europa.

di Paola Bergamini, tratto da [Tracce.it

leggi anche: Tre frati ribelli