Commenti disabilitati su E cominciai, senza grande entusiasmo, a dire delle Ave Maria

preghiera

In un momento di tristezza è proprio così che cominciai senza grande entusiasmo a dire delle Ave Marie, non so neppure quante, continuavo una via l’altra, senza interruzione in una ridda di pensieri che stringeva il cuore, ma a poco a poco quella litania infinita apriva uno spiraglio di luce alla speranza e sentivo chiaramente la morsa che si allargava ridandomi il respiro tanto atteso.
Ancora adesso quando mi prende lo sconforto e sento arrivare la tristezza recito le Ave Marie qualsiasi cosa sto facendo e ovunque sono, anelando che ciò di cui son fatta, si manifesti.
Non ricordo bene le parole di don Giussani quando disse a una Memores di non preoccuparsi di come recitava l’Angelus, ma di offrire la sua povertà di spirito e di dirlo lo stesso, perché è qui che si comprende la dipendenza dal Mistero, ciò che ci costruisce ogni istante.

Volevo segnalarvi questa bella testimonianza di Vincent Nagle della Fraternità San Carlo Borromeo

La grazia della tristezza
Il 15 settembre, il giorno dopo la solennità dell’Esaltazione della Croce, la Chiesa fa memoria della Madonna Addolorata. Ho celebrato la messa con un gruppo di miei amici che sono dichiarati invalidi per malattie psichiatriche. Nel corso della nostra amicizia ognuno di essi, prima o poi, mi ha parlato di una vita triste in cui o la malattia o altri motivi hanno fatto mancare loro occasioni di lavoro, affetto, compagnia, educazione, cioè di vita. Quando ho chiesto che tipo di dolore provava la Madonna sotto la croce, senza indugio mi hanno risposto che il dolore che provava la Madonna era la tristezza. A quel punto ho condiviso con loro ciò che disse una volta don Giussani sulla disperazione e la tristezza. Le risposte incerte dei suoi interlocutori non lo soddisfacevano, perciò spiegò che l’opposto della disperazione è la tristezza. Infatti la tristezza consiste nella consapevolezza di un bene che manca, che si è perso, che è stato tolto o che non è ancora arrivato o non è completamente realizzato. Quindi pur essendo dolorosa la tristezza consiste interamente nella coscienza di un bene; quella consapevolezza di un bene che invece manca nella disperazione. Facendo un passo ulteriore, ho detto agli amici che la tristezza e la speranza per il possesso di un bene eterno sono strettamente collegate; ma poiché ho visto stampate sui loro volti perplessità e confusione, ho raccontato questa storia. […]
leggete tutto il resto dell’articolo, ne vale la pena, lo trovate qui: ilsussidiario.net
sabato 17 settembre 2016

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