Edward Hopper in mostra a Bologna

Posted: 11th aprile 2016 by graciete in ARTE, mostre
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Nighthawks (I nottambuli) (1942) Art Institute of Chicago

Nighthawks (I nottambuli) (1942) Art Institute of Chicago

Edward Hopper (1882-1967) 160 delle sue opere più famose provenienti dal Whitney Museum of American Art di New York sono esposte da fine marzo a fine luglio a Palazzo Fava a Bologna.
E’ uno degli artisti americani più amati e le sue tele hanno un tratto inconfondibile – persona schiva e taciturna, amante degli orizzonti di mare e della luce chiara del suo grande studio. Così, quando guardiamo un suo dipinto, ciò che abbiamo davanti è qualcosa di più di una scena ben pennellata, è una necessità espressiva dell’artista che diceva: “se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe alcun motivo per dipingere”.

Malinconia, tristezza, sguardi che si rivolgono a un dove sconosciuto a chi guarda l’opera, un dove indefinito anche per i protagonisti del quadro, sentimenti che Hopper probabilmente sentiva congeniali nell’intimo, infatti lui stesso affermava: “non dipingo quello che vedo, ma quello che provo”.
Il suo stile è riconoscibile, i suoi quadri sembrano frame cinematografici o scene di vite qualsiasi, forse per questo molti lo amano, per la sua straordinaria semplicità. Guardando i quadri di Hopper impregnati di colori vividi che però esprimono inquietudine anziché gioia, sentiamo riaffiorare gli stessi sentimenti che ognuno ha sperimentato nella propria vita. Hopper è un artista che è stato capace di dipingere il silenzio, di scrutare la mente umana con colori e tecniche diversi.

La mostra comprende oli, acquerelli, carboncini e gessetti realizzati nell’intero arco temporale della produzione di Edward Hopper: paesaggi e scorci cittadini parigini degli anni ‘50 e ‘60, i celebri capolavori South Carolina Morning (1955), Second Story Sunlight (1960), New York Interior (1921), Le Bistro or The Wine Shop (1909), Summer Interior (1909), interessantissimi studi (come lo studio per Girlie Show del 1941) che celebrano la sua superba mano di disegnatore. Un percorso che attraversa la sua produzione e tutte le tecniche di un artista considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento. Prestito eccezionale, chicca dell’esposizione, è il grande quadro intitolato Soir Bleu (ha una lunghezza di circa due metri), simbolo della solitudine e dell’alienazione umana, opera realizzata da Hopper nel 1914 a Parigi.

hopper

http://www.mostrahopper.it/info

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